Le alte infinite dune del sahara e i palmeti delle oasi; i fenicotteri rosa della costa dell'atlantico, i monoliti e un immenso cratere meteoritico largo 40 km;

i reperti archeologici e le incisioni rupestri; i vicoli e le librerie delle antiche città carovaniere e il treno più lungo del mondo; l'ospitalità dei nomadi e le notti stellate. La mauritania lascia a bocca aperta anche il più smaliziato dei viaggiatori.

Piccola premessa sul nome di questa repubblica del Maghreb: quello più appropriato in realtà sarebbe Che­naguita, cioè il Paese di Chinguetti, come ancora oggi la maggior parte dei mauritani chiama la propria nazione.

VIAGGIO IN MAURITANIA IL PAESE DEL TÈ

È sta­to grazie a monsieur Capulani, corso, forse per l'associazione con i quattro mori presenti nella sua bandiera, che la Mauritania ha cominciato ad essere chiamata così. Perchè l'ho ribattezza­ta il Paese del tè? Perchè dopo aver bevuto litri di cè nel deserto con i tuareg in Algeria, Mali e Niger, mi sono reso conto che al confronto con i mauri i tuareg sono... astemi. Infatti ad Agueidir, vecchio avamposto portoghese situato appena prima dell'ingresso al mitico cratere del Guelb El Richat, ho battuto il mio vecchio record di dodici giri di tè bevuti a In Guez­zam: qui sono arrivato a quattordici! Viaggian­do attraverso il Paese, ovunque si vedono teiere smaltate di verde, blu o rosso sopra gas e bra­cieri. E, ovunque, ci si ferma e si aspetta che venga offerto il primo bicchierino: al merca­to mentre si fanno acquisti da una bancarella come ad un posto di gendarmeria sulla strada. Per il fatto che è uno dei Paesi meno densa­mente popolati al mondo, ormai da tre stagioni è buona prassi che l'avvistamento di una tenda in pausa pranzo (e non parliamo verso sera) equivalga ad un invito da re, con coperte, tappeti, tè e cena. È sicuramente, come amo definire la Mauritania, l'utimo Sahara. Per quella libertà provata tantissimi anni fa in Alge­ria, Mali e Niger, e per l'ospitalità dei nomadi, presenti ovunque e non osteggiati dal gover­no, bensì aiutati ed incoraggiati a rappresentare uno stile di vita tra i più puri al mondo. Avete mai sentito della presenza, tra gli sbarchi della speranza, di qualche mauritano? Arrivato in Mauritania via terra dal Marocco risuonarono forte nella mia mente le Parole di Thèodore Monod, da tutti considerato il più grande sahariano di tutti i tempi: chissà quale dei due oceani mi rapirà, quello d'acqua o quello di sabbia? ed infatti correndo lungo l'Oceano Atlantico per visitare il Parco Nazionale del Banc d'Arguin, si ha questa netta sensazione di perdita dei sensi tra onde gigantesche e dune alte come montagne.

DAL TRENO DEL FERRO Al SITI PREISTORICI

Lasciato il Banc d'Arguin ci imbatteremo in un serpente di ferro fumante lungo 3 chilometri e trainato da 3 locomotori. È il famoso treno di ferro che collega il porto di Nouadhibou alle miniere di ferro di Zouèrat, nel nord del Paese, attraversando il Sahara da ovest a est (e viceversa) per oltre 600 km, lungo il confine del Marocco. Si dice che sia il treno più lungo, più pesante e più lento del mondo. Si può costeggiare la ferrovia, godendo dello spettacolo del monolite di Ben Amira, il più grande dell'emisfero boreale, oppure salirci sopra come abbiamo fatto con il "Caravan Petrol" sei Citroen 2Cv coloratissime e la mia Toyota trasportate tutta la notte a 60 km all'ora, con strazioni da film wester. Sempre a nord c'è El Beyed. In questo anfiteatro montuoso, lontano dai sentieri più battuti, Yslim e Mo­nod, che non mi stancherò mai di noninare nei miei scritti, hanno creato un museo unico al mondo. Una capanna di paglia in mezzo al nulla che contiene tesori inestimabili prove­nienti dai ricchissimi siti neolitici e paleolitici presenti nella zona (che offre anche splendide incisioni rupestri). Quest'anno ho avuto l'ono­re di andare nel luogo dei ritrovamenti. Tanto per farvi capire, sono sceso dall"auto mettendo un piede su un bifacciale!  

Rotta a sud per attraversare il Guelb El Ri­chat, detto anche l"Occhio del Sahara, un cratere meteoritico di 40 km di diamerro, visibile luna. Arrivati a Chinguerti, una delle città più imporranti dell'Islam, rimasta praticamente come quando venne fondata, oltre dodici se­coli fa, sembra ancora di poter vedere i 32.000 cammelli che vi sono transitati per andare alla Mecca carichi di merci, spezie e libri (grazie alle sue 24 biblioteche, infatti, Chinguetti di­venne famosa come la biblioteca del deserto).

Ma la Mauritania è anche il sud con oasi degne del miglior Tarzan come Terjit e Berbera dove ci si può tuffare in sicurezza. senza avere coc­codrilli alle calcagna. Quelli si trovano a Matmata e sono ben 13, visibili dopo aver viag­giato tra dune e laghi ed aver scalato una pista su roccia. Poi, il viaggio dei viaggi, dal centro a sud-est: da Chinguerti a Tichitt e poi fino a Oualata, la città dalle mille porte colorate, che anticamente faceva parte dell'Impero del Ghana ed è stata una delle principali stazioni di posta delle vie commerciali trans-sahariane. Sul vosrro GPS, con le mappe IGN caricare, vi apparirà una traccia meravigliosa, invece sarete in totale navigazione in mezzo al nulla.

MAURITANIA COME, DOVE, QUANDO

Per andare in Mauritania sono necessari il passaporto ed un visto di ingresso che si ottiene esclusivamente alla frontiera. Raggiungere via terra la Mauritania. attraversando il Marocco e il Western Sahara, prende molto tempo: per poter soggiornare 8-10 giorni in Mauritania (lasso di tempo che assicura un signor viaggio) occorre stare via 3 settimane. Molto più semplice arrivare in aereo e noleggiare un fuoristrada: ci sono voli da Francia, Turchia, Tunisia, Marocco, Algeria. Il periodo climaticamente più indicato per visitare la Mauritania va da ottobre ad aprile. Saharamonamour, una delle agenzie di riferimento per gli italiani che vogliono recarsi in Mauritania, vi ha condotto anche dei camper ad agosto, ma il clima è davvero troppo caldo e piovoso. Rischi zero, assicura il titolare Fabrizio Rovella, contrariamente a quanto riportano i sili governativi che parlano di sicurezza dei viaggi all'estero: si è verificato un solo attentato negli ultimi 25 anni. Tutti gli Itinerari proposti da Saharamonamour, poi, sono assolutamente sicuri in quanto monitorati dalla gendarmeria, inoltre Rovella viaggia sempre e solo con guide locali che conoscono tutte le famiglie e le tribù. Riportiamo gli itinerari più classici proposti da Saharamonamour, che però servono solo come indicazione: ogni viaggio infatti può essere personalizzato a seconda delle esigenze dei clienti.

VIAGGIO IN MAURITANIA IL PAESE DEL TÈ2

ITINERARIO 1 (8-10 GIORNI)

Partenza dalla capitale Nouakchott, asfalto fino ad Akjoujt, poi pista per raggiungere le dune imponenti dell'Erg Amatlich. Dopo la discesa furiosa dal passo di Tifujar si entra nella Vallée Bianche per poi arrivare a Chinguetti, con le sue librerie che emanano il profumo della cultura. Quindi rotta a nord verso Ouadane con visita della città vecchia ed ingresso trionfale nel Guelb El Richat, cratere meteoritico di 40 km di diametro. Dalla piana di Chem Chem si torna ad Atar per ammirare le stomatoliti, residui delle più antiche forme di vita al mondo (2 miliardi di anni fa). Una variante è far ritorno a Chin­guetti dal Passo di Amoujar: da far impallidi­re la pista lrafok-Assekrem in Algeria.

ITINERARIO 2 (12-13 GIORNI)

Dalla capitale si mettono subito le ruote sulla sabbia, ma questa volta della spiaggia, per percorrere interamente il Parco Nazio­nale del Blanc d'Arguin, tra fenicotteri rosa, pellicani e famiglie di granchi. Si mangia e si dorme con i pescatori fino a quando a nord si incrocia l'impressionante treno del ferro, lungo 3 km e dotato di 3 locomotori, che porta il prezioso minerale da Zouérat a Nouadhibou. Al suo passaggio la terra trema e sembra di essere su un set cinematogra­fico tanto è lungo ed imponente. Da qui si scende al cratere e poi a Chinguetti.

ITINERARIO 3 (8 1 O GIORNI)

Rotta verso sud toccando tutta la Vallée Bianche e facendo il bagno nelle oasi di Berbera o Terjit, per poi proseguire verso le piscine naturali di Matmata nel Tagant. Qui però niente bagno, ci sono i coccodrilli!

ITINERARIO 4 (10-12 GIORNI)

Il viaggio dei viaggi: Chinguetti-Tichitt-Oua­lata, le vecchie città carovaniere. Si naviga in totale autonomia. E la sera, vedere una tenda, significa un fuoco, un tè, un pasto.