Dal 17 al  27 marzo nomadi ed oasi dell'Adrar - Viaggiare per aiutare.


[23.03.2020]

Inizio della Via Crucis.
Dato il corona virus, tutti i posti di polizia e gendarmeria, chiedono il passaporto e controllano il mio visto.
Non basta più la fotocopia. Temo di dover dormire nel deserto.
Mancano 400 km e c'è il coprifuoco alle 18.
Fortunatamente arriviamo per tempo portando negli occhi e nel cuore le tante emozioni che solo i nomadi e il deserto sanno dare.

Si ringrazia: Khourou Trek, Avis Abbiategrasso e Ecologica Naviglio spa

 


[22.03.2020]

Salutiamo queste uniche incredibili famiglie e dopo 50 km di sassi, tole ondulee', e scossoni arriviamo ad Atar, dove ci attende una meritata doccia Sahariana. Secchio d'acqua e tazza.

Raccontiamo dei manicaretti tra l'invidia di tutta la famiglia e preghiamo per trovare carboidrati.
Infatti riso e pasta non mancheranno.

 


[21.03.2020]

C'è da installare il pannello e tutta la famiglia si da' da fare per la buona riuscita.
Primo giorno di primavera, le acacie che sono in realtà della stessa famiglia delle mimose sono in fiore. Sole giallo, sabbia gialla e mimose gialle.

Le altre famiglie hanno costruito su vecchie case ora in rovina.

Sui due lati corti ci sono ancora due muri in sassi e fango, collegati da tronchi di acacia e turja, per i tuareg kranka, la pianta che fa quelle palle che emettono un latte bianco che se arriva agli occhi porta alla cecità.
Tutti i pseudo paletti sono tenuti insieme da qualsiasi cosa assomigli ad una corda: spago, fil di ferro, fili ettrici, vecchi abiti o chece fatti a strisce.

Capretti arrosto a pranzo e cena si susseguono senza contare, perché impossibile, i giri di tè.


[20.03.2020]

Quasi a sorpresa arriva la notizia che domani si parte per il deserto.
Il pannello solare con tubo e pompa è arrivato ad Atar via Nouakchott.

Direzione Mgheta Irat, accampamento di nomadi. Tre famiglie.

Ci trasformiamo presto in un taxi brusse.
Sacchi di cemento, pane vecchio, riso, pasta, farina. Mi tocca regolare gli ammortizzatori a gas, i mitici Oram.

Da cosa si capisce che sono nomadi autentici?
Dall'accoglienza, subito viene sacrificata una capra e quindi la sera, Mechui e Cus Cus con sugo di carne.

Come sempre l'asino buono e laborioso giunge la sera al campo carico di taniche per l'acqua.


[19.03.2020]

Mattinata a spasso tra le viuzze di Atar, prima capitale della Mauritania.
Odori, profumi e colori al mercato, tra spezie, cineserie ed artigianato classico.
Bambini che inseguono un pallone, ognuno con una divisa più o meno riconoscibile.
Real Madrid, Barca, vanno sempre per la maggiore. Finito il periodo delle squadre inglesi o italiane.

Fusti che un tempo contenevano olio motore o benzina, ora servono a proteggere alberelli da asini e capre.

Scritte in arabo e francese e vince come sempre Michelin, anche laddove ci siano giusto vecchi copertoni e 2 vecchie camere d'aria per terra.

 


[18.03.2020]

nomadi ed oasi dell adrar 01

Sono rimasto ad Atar, c'è da fare l'inventario di tutto cosa abbiamo in magazzino da dover distribuire tra oasi, nomadi, dispensati e scuole.
È un'attività che svolgo da anni.
Sempre da cane sciolto.
Legandomi di volta in volta a qualche onlus o ong.
Prima la CNA etica e solidale onlus, ora Bambini nel Deserto.
Abbiamo portato aiuti con privati in Algeria e Mali
Mentre più strutturato in Bosnia, Benin, Marocco.

Dopodomani dovremmo riuscire a partire per la brusse ed essere finalmente operativi.
Continuate a seguirci.


[17.03.2020]

Partiti dalla capitale Nouakchott alle 9,50.
Arrivati ad Atar dopo 6 ore di viaggio e 430 km.
Fatto gonfiare le gomme visto che è tutto asfalto, pieno di gasolio e via.
Lungo la strada ci sono tanti di quei pascoli che delle volte mi sembrava di stare in Mongolia non fosse che qui i cammelli hanno un una gobba sola, e vengono chiamati dromedari, la nave del deserto. Parecchi hanno le zampe anteriori legate affinché non possano allontanarsi troppo. In realtà ricordo alcuni trekking in Algeria e Mauritania dove la mattina solo per andarli a recuperare era già un gran bel trekking.
Le mamme hanno la retina che copre le mammelle, fissata alla gobba così i cuccioli almeno fino a sera le lasciano pascolare in pace
La salita di Amatil, ci porta al museo per la resistenza contro il colonialismo francese. Da vedere, assolutamente!
A 50 km da Atar sembra di arrivare ad Arak, in Algeria, dove il vecchio Giacomo dice di aver mangiato il più buon Cus Cus della storia.
Io sostengo di averlo mangiato su un volo Tunisi Air
Vai tu a capire i gusti.