Con Sofia Gallo, una scrittrice tra le Librerie del Deserto.


[12.03.2020]

Partenza all'alba per l'aeroporto.
Nonostante l'emergenza in Italia i miei clienti riescono via Casablanca Parigi Milano a rientrare poi su Torino.
The end.


[11.03.2020]
Rientro nella capitale, con cena al solito ristorante Al Fantasia.
Gomma da riparare.
Toyota da far lavare sotto dentro e fuori.


[10.03.2020]

Passeggiata in cima al promontorio e subito lo sciacallo che da tutti è stato soprannominato il mio sciacallo, ci saluta.
Sembra che sappia quando arrivo, lo trovo quasi sempre allo stesso punto.
Dovendo smaltire ore ed ore al volante, non smettiamo più di camminare, lungo il bagnasciuga, con le onde e le maree che fungono da idromassaggio.
Un aluna piena ci illumina.


[09.03.2020]

L'oceano Atlantico ed il Parco nazionale del Banc d'Arguin ci aspettano.
Fenicotteri rosa, gabbiani, tartarughe, pellicani, aironi, cormorani, beccacce etcetc...

Un vero paradiso della natura.
Il campo tendati di Cap Tafarit ci accoglie come in famiglia. Subito a pescare e cena a base di riso con il pesce.
Dovete sapere che questo è il mare più pescoso al mondo, per via di un ricchissimo plancton che si crea grazie alle differenze di temperatura delle correnti calde e fredde in superficie ed in profondità.


[08.03.2020]

Si riparte e finalmente un po' di asfalto.
Direzione Choum.
Ma dura poco perché la pista della ferrovia ci attende.
Quindi si sgonfiano le gomme e via, direzione Ben Amira ed Aicha.
Ben Amira è il più grande monolite dell'emisfero settentrionale ed Aicha la montagna subito dietro è stata trasformata da. Artisti provenienti da tutto il mondo in uno spettacolare ed unico museo a cielo aperto.
Campo nel bel mezzo del nulla, con vista treno, il più lungo del mondo.
3km con ben 3 locomotori.

 


[07.03.2020]

Sosta ad Atar.
Raffaello sta poco bene.
Così chiamiamo un medico che si presenta di sera tardi a fine turno con un farmacista.
Ci prescrive due medicine e il giorno dopo tutto va già meglio.
La giornata è passata tra visita al mercato di Atar.
Tè da amici e famigliari e corsa internazionale di bici con partecipanti provenienti da tutto il Sahara ed il Sahel.

 


[06.03.2020]

Partenza poco dopo l'alba.
Direzione Atar dove il mitico campeggio Bab Sahara, la porta del Sahara spiega perché viene scelto da sempre da chi viaggia con i mezzi propri.
A gennaio e febbraio abbiamo incontrato Toyota camperizzati, camion che viaggiavano da mesi in Africa.
Il proprietario Just, un olandese oramai mauritano da 25 anni possiede le mitiche Citroën 2cv a due motori.


[05.03.2020]

Partiamo per El Gallaouia. Meglio dovrei dire partiamo per il nulla.
Si costeggia per 80 km l'Erg di Makteir fino al pozzo ed al forte di El Gallaouia.
Poi solo più sabbia fino in Mali ed in Algeria.
Riempiamo le vasche con circa 400 litri d'acqua tirata su faticosamente a braccia e subito cammelle con i loro piccoli accorrono in massa ad abbeverarsi.
Da qui su sabbia stile Nutella al sole raggiungiamo le più belle incisioni rupestri della Mauritania.
Un veloce pranzo e la sera siamo di nuovo sotto la nostra accogliente tenda Ferrino.

 


[04.03.2020]

El Beyed e dintorni
Non ci facciamo mancare nulla:
Tombe preislamiche su due o tre livelli, incisioni rupestri, una ong di francesi che sta cercando di insegnare a coltivare legumi, e poi LUI
Il Museo di Preistoria Sahariana creato da Yslim con il più grande viaggiatore sahariano di tutti i tempi.
Monsieur Theodore Monod, denti di elefante, uova di struzzo, pesi per la pesca, una volta c'era il mare, bifacciali, pietre da fionda, macine, pestelli, punte di freccia.

Con Bambini nel Deserto e Taxi Brusse abbiamo un'altro progetto.
Ampliamento, arrichimineto e ammodernamento dell'attuale museo, sito in una piccola capanna di paglia invasa regolarmente dalla sabbia.


[03.03.2020]

Wadane con visita alla città vecchia.
Altra città carovaniera Wadane plurale di Oued. La città dei due fiumi

Uno è quello che attraversa l'oasi e che da naturalmente nutrimento al corpo, l'altro è la Strada dei 40 Sapienti, che attraversava la città con scuole, università, madrase.
Che nutrivano mente e spirito.
L'Occhio dell'Africa, visibile dalla Luna, è un cratere meteoriti o di 40 km di diametro.
Lo stiamo attraversando integralmente ed una volta all'interno è difficile capirne le misure.
Salute e discese da prima ridotta, sassi da mettere a dura prova la mia Toyota perfettamente preparata da Maurizio Ferri di Ferri Corse.
Ma come sempre, vediamo la bianca scuola dall'alto e giù in picchiata siamo a El Beyed.


[02.03.2020]

Tappa Marathon.
Attraversiamo l'oasi di Meheret con i suoi 11 km di palmeto.
Viistiamo Chinguetti, una delle 4 antiche città carovaniere.
La Biblioteca Habbot, la vecchia moschea e scappiamo tra le dune in direzione di Tanouchert dove stiamo con Bambini nel Deserto ricostruendo la scuola.


[01.03.2020]

Passeggiata nell'Erg di Timinit e camminata all'oasi di El Berbera dove si direbbe manchi solo Tarzan con il coccodrillo da copione.
Bivacco a Ichif dopo il classico I sabbia mento delle 17.
Mah si vado fin lì, peccato che avessi le gomme da asfalto.


[29.02.2020]

Abbiamo visitato i giardini di Maden, direi molto simili a quelli di Babilonia.

Carote, ibisco, henna, Cipolle, aglio, pomodori, insalata etc.
I pannelli solari hanno sostituito le pompe a gasolio.
E tutto il villaggio tra cooperative e famiglie si da turni di lavoro.


[28.02.2020]

Lasciamo Tungad e più precisamente Camp Erch per ammirare la guelta.
In pratica un lago circondato da falesie e palme nel cuore del nulla. E poi via direzione Maden, uno dei più begli Erg al mondo.
Accolti dal grande Marabutto Mahi della Tijani


[27.02.2020]

Artigianato a volte povero quello che si incontra sotto le tende lungo la pista che ci porterà a Tungad.
Si riutilizzando vasetti e lattine di ogni tipo per farne portapenne, portaincenso, e portabijoux.

A Tungad è festa grossa.
Accolti da musica canti balli carne e tè.


[26.02.2020]

Aereo sempre più in ritardo.
Usciti dall'aeroporto alle 2 sveglia alle 8.
Il sito mitico riso con carne ad Akjoujt.
E poi lo spettacolo delle grandi dune dell'Amatlich con il bianco ed il rosa che la fanno da padrone.
Arrivate mamma e figlie a farci il tè con il primo assaggio di artigianato.

Mauritania 26 2 20 0001